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Arrivederci al Prossimo Anno !

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Ragazze e ragazzi, questa giornata è dedicata a voi, ai vostri insegnanti e ad una conquista, forse la più bella ed importante fra quelle che, faticosamente, il nostro paese ha raggiunto da poco più di un secolo: la Scuola, come diritto naturale di ogni cittadino. Fermatevi un attimo a riflettere come cambierebbe la vostra vita, il vostro futuro, cosa ne sarebbe della società, dei destini delle singole persone, uomini e donne, senza la Scuola.

Riflettete anche sul fatto che questo diritto non è scontato e non è garantito in molti, troppi, paesi del mondo. Ci si può abituare anche agli eventi più belli: un’aurora o un tramonto, al cammino della luna, alle stelle, alla bellezza della natura. Ci si può abituare fino a rimanere indifferenti o addirittura annoiati, anche di fronte alla Scuola. Eppure è dalla Scuola, aperta e dedicata a tutti, frutto non scontato di democrazia e di civiltà, che viene la spinta per la crescita delle singole persone e il raggiungimento dei loro obbiettivi di vita e di lavoro, per costruire un futuro sempre migliore per le nostre società. Perché festeggiamo la scuola e voi che ne siete i protagonisti, con degli spettacoli “speciali”? Perché vogliamo sottolineare che la Scuola, che pure vi impegna e vi affatica, deve essere anche luogo di incontro, di condivisione, di amicizia e di gioia.

Ezio Menchi (Insegnante, consigliere Fondazione CARIPT)

Pì-pì-pì, pì-pì-pì, zum, zum, zum, zum.
– Che cosa sia questa musica? Peccato che io debba andare a scuola, se no… Oggi anderò a sentire i pifferi, e domani a scuola: per andare a scuola c’è sempre tempo.
[Le Avventure di Pinocchio. Carlo Lorenzini detto “Il Collodi”, Paggi 1883]

E se il Teatro fosse anche lui Scuola? Se si potesse fare scuola senza abbecedario, imparando l’abbiccì da Capitan Fracassa o da Matamoro? Se la Compagnia di Mangiafoco ci maturasse più del teorema di Pitagora? Il desiderio di ogni marionetta in fondo è quello di liberarsi dei fili, di muoversi da sola, di interpretare la propria parte con parole autentiche, senza sottostare ad un copione ed essere mossa da chi dall’alto vorrebbe manipolarla a piacimento. Per questo c’è bisogno sia della scuola che del teatro, e che siano di ottima qualità, perchè entrambi ci raccontano la vita e come viverla per bene. Guardatele quelle teste di legno sul palco di Mangiafoco, non sanno nemmeno stare in piedi da sole: avendo dimenticato quel poco di buono che qualcuno ha cercato di insegnargli, hanno la testa vuota, e perchè abbiano una parte il burattinaio deve affannarsi a muovergli piedi e mani. Finito lo spettacolo torne- ranno nel baule a giocare alla Playstation e a guardare video su TikTok.

Il Direttore Artistico
Alessio Michelotti

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